
#19Nightwalk, cortometraggio di Małgorzata Szumowska, regista polacca, presentato alla 77° Mostra del Cinema di Venezia, è un piccolo capolavoro: un racconto per immagini, valorizzate da indovinati brani musicali, che in 8 minuti restituisce la profondità dei vissuti, dei conflitti, della solitudine generata dalla percezione del sé, della propria identità di genere, in un contesto sociale formale e sclerotizzato. E, con immagini potenti, la narrazione racconta la possibilità di ‘spogliarsi’ dalle convenzioni di genere imposte e di trovare, nel reciproco rispecchiarsi, autenticità, conforto e serenità.
Il marchio di moda Miu Miu promuove, dal 2011, Women’s Tales, la produzione di 2 cortometraggi all’anno, in cui le registe sono libere di creare una storia utilizzando gli abiti della collezione della casa, estiva ed invernale.
Tra i nuovi mecenati del XXI secolo, le aziende di moda si fanno promotrici di esperienze artistiche che spesso danno voce alle urgenze del nostro tempo.
Nulla di nuovo se pensiamo, ad esempio, al Tabernacolo dei Linaioli di Beato Angelico: l’artista dipinge attorno alla figura della Madonna col Bambino, diversi raffinati tessuti damascati in voga nella Firenze del Quattrocento, quale probabile omaggio ai committenti.

Małgorzata Szumowska usa un linguaggio asciutto, severo, forte di una espressività ricca di sfumature, capace di arrivare alle nostre corde emotive più profonde; la finalità di presentare gli abiti della collezione diviene un accessorio non determinante; prevale l’urgenza di dare luce a quella minoranza di persone che non riconoscendosi nelle aspettative familiari e sociali vivono un percorso di crescita sofferto per affermare la propria identità e farsi amare.

Ivetta Galli
